Sponsorizzare il territorio: il caso di Salvus e dei club locali
C’è un modo di costruire la presenza di un brand beverage che non passa per i cartelloni in autostrada né per le grandi star. È più silenzioso, ma in alcuni contesti può risultare molto efficace: scegliere di stare dentro una comunità, e non solo davanti a un pubblico.
Salvus Mineralbrunnen, produttore tedesco di acqua minerale e bibite con base nel Münsterland, ha rinnovato le partnership con due club sportivi della regione: SC Preußen Münster e TV Emsdetten. Due realtà diverse per disciplina, ma accomunate da un forte radicamento territoriale.
Il punto interessante non è la scala dell’operazione, ma la logica che la guida. Secondo Guido Schürkötter, conta soprattutto il legame con la regione e con la comunità del club. È una scelta che si muove in direzione diversa rispetto al marketing sportivo più tradizionale, dove l’attenzione tende spesso a seguire i livelli di visibilità e la forza del momento.
Un racconto di appartenenza, non di aspirazione
Nel mondo delle bevande analcoliche, molte attivazioni di marca recenti hanno puntato su un registro molto diverso: collaborazioni con figure pop, esperienze curate e associazioni con rituali quotidiani, dalla cura di sé al momento in cui ci si prepara a uscire. Pepsi, per esempio, ha affiancato il lancio della sua prebiotic cola a Drybar, una catena statunitense di saloni specializzati nella piega, trasformando un appuntamento di routine in un momento di consumo brandizzato.
È un approccio raffinato, che mette in relazione identità personale e scelta del prodotto, e può funzionare bene in mercati già abituati a questo tipo di linguaggio. Ma non è l’unica strada possibile, né quella più adatta in ogni contesto.
La mossa di Salvus suggerisce un’altra lettura: invece di costruire un immaginario aspirazionale dall’esterno, il brand si appoggia a spazi già familiari nella vita delle persone. Il palazzetto, il campo, la tribuna, la curva. Luoghi in cui acqua minerale e bibite analcoliche non hanno bisogno di forzare la propria rilevanza, perché arrivano nel momento giusto e nel contesto giusto.
Perché questo modello merita attenzione
Per chi osserva il beverage da vicino, la differenza tra questi due approcci è soprattutto narrativa. Da una parte c’è un racconto costruito sull’aspirazione: consumi il prodotto perché vuoi entrare in quell’immaginario. Dall’altra c’è un racconto fondato sull’appartenenza: il prodotto è parte del tessuto locale, e accompagna una realtà che le persone già riconoscono come propria.
Non si tratta di contrapporre un modello virtuoso a uno meno credibile. Entrambi possono avere senso. Ma nel segmento analcolico, in alcuni mercati, il trust locale può contare quanto la visibilità nazionale. E in questo spazio la prossimità offre un vantaggio che il marketing legato alle celebrity non sempre riesce a replicare: continuità, presenza fisica e una credibilità costruita nel tempo.
Heike Schürkötter, cofondatrice di Salvus ed ex giocatrice di pallamano, ha spiegato di conoscere per esperienza personale quanto impegno e spirito di squadra ci siano dietro un club sportivo. È un passaggio che aiuta a leggere il tono della partnership: meno transazionale, più vissuto.
Le aziende regionali hanno sempre trovato nel territorio una parte della propria identità. Eppure, in un momento in cui il marketing delle bevande analcoliche tende a privilegiare esperienze curate, collaborazioni aspirazionali e posizionamenti lifestyle molto costruiti, il rinnovo di una sponsorizzazione con un club locale ricorda che esistono altre vie per costruire fiducia. Più lente, forse. Ma spesso più radicate.
