Agave spirits: i segnali che arrivano da Dubai, Madrid e Germania
Per anni, in molte parti d’Europa il tequila è stato raccontato soprattutto come uno shot da fine serata: più rituale che degustazione, più abitudine che categoria. Oggi il quadro appare un po’ diverso, ma parlare di una svolta compiuta sarebbe eccessivo. Più che un cambio di paradigma, quello che si vede è una serie di segnali: alcuni brand si stanno riposizionando verso l’alto, certi mercati stanno offrendo visibilità inattesa e alcuni canali specialistici europei stanno iniziando ad accogliere gli agave spirits con maggiore attenzione.
Il punto di partenza resta la qualità. Negli ultimi anni diversi produttori hanno investito in processi, materia prima e racconto del prodotto, spostando il discorso dal semplice consumo da miscelazione o da shot a temi come origine, varietà di agave e metodo produttivo. Questo non significa che la categoria abbia già conquistato una posizione stabile in tutta Europa, ma indica che il lessico attorno a tequila e mezcal è diventato più maturo, sia nei bar sia tra importatori e buyer.
Dubai come vetrina internazionale
Uno dei casi più interessanti è Dubai, una città che non rappresenta un mercato tradizionale per i distillati messicani, ma che negli ultimi tempi si è ritagliata un ruolo di vetrina internazionale per alcuni brand di tequila. Il profilo del pubblico locale — internazionale, orientato al premium e abituato a formati di consumo molto selezionati — favorisce prodotti posizionati nella fascia alta. Più che raccontare un consumo di massa, Dubai suggerisce quanto certi hub possano incidere sulla percezione di una categoria in altri mercati.
Secondo IWSR, i volumi di tequila in Medio Oriente sono cresciuti del 16% l’anno scorso; anche il valore è aumentato. Il dato non basta da solo a parlare di un boom strutturale, ma conferma che l’area sta offrendo alla categoria un terreno più visibile di quanto accadesse in passato. Per alcuni produttori, il passaggio in città come Dubai ha quindi una funzione soprattutto simbolica e commerciale: non tanto vendere grandi quantità, quanto posizionare il marchio in un contesto capace di amplificarne l’immagine.
Madrid e il mercato europeo dei distillati messicani
In Europa, il punto di contatto più evidente è Madrid, dove Piña Agavera si è affermata come una delle principali fiere dedicate ai distillati messicani. La quarta edizione è prevista per il 26 settembre 2026 al MEEU Chamartín, uno spazio fieristico della capitale spagnola, con la presenza di produttori, importatori e operatori provenienti da diversi paesi europei. Il format nasce come piattaforma commerciale prima ancora che come evento celebrativo: l’obiettivo è creare connessioni tra chi produce in Messico e chi distribuisce o lavora la categoria in Europa.
È questo, più che qualsiasi idea di leadership continentale, a rendere Madrid interessante. La città funziona come punto d’incontro per una categoria ancora di nicchia, ma in cerca di canali più definiti. Per gli agave spirits, la fiera madrilena è un segnale concreto di accesso al mercato europeo, non la prova di una diffusione già consolidata su larga scala.
Il mezcal entra nei canali giusti
Il terzo segnale arriva dalla Germania, dove alcuni mezcal artigianali stanno trovando spazio soprattutto nel canale premium e specialistico. Qui la chiave non è la quantità, ma la selezione: ristorazione di fascia alta e retail dedicato restano i luoghi più naturali per prodotti che puntano su identità territoriale, trasparenza produttiva e profilo sensoriale riconoscibile.
Rosaluna, mezcal prodotto a Santiago Matatlán, nello stato messicano di Oaxaca, è un esempio di questo posizionamento. Il brand segue un approccio di tipo single-estate, dalla coltivazione all’imbottigliamento, e utilizza agave Espadín raccolta dopo almeno otto anni di crescita. La produzione prevede cottura in forni sotterranei, macinazione con tahona e fermentazione in tini aperti di legno. Il risultato è un mezcal giovane, non invecchiato, con una fumosità contenuta, pensata per restare leggibile anche a chi si avvicina alla categoria per la prima volta.
L’ingresso nel mercato tedesco avviene tramite Weinbrennerei JACoBI, distributore specializzato, con una distribuzione iniziale concentrata nel canale selettivo e nell’alta ristorazione. Anche qui, più che un lancio di volume, si tratta di un inserimento coerente con il tipo di prodotto e con il pubblico a cui si rivolge.
Messi insieme, questi tre casi non dimostrano che gli agave spirits abbiano già conquistato l’Europa. Mostrano però che la categoria sta cercando strade più sofisticate di ingresso: la visibilità internazionale di Dubai, la funzione di snodo commerciale di Madrid e l’apertura di spazi selettivi in mercati come la Germania. È ancora una fase di assestamento, ma il movimento è abbastanza chiaro da meritare attenzione.
