Quando l’analcolico cerca carattere: due lanci che puntano tutto sul gusto
Nel mondo delle bevande analcoliche si vede con sempre più chiarezza una tendenza interessante: invece di limitarsi a sostituire l’alcol, alcuni prodotti provano a costruire un’identità propria, fatta di sapori netti, inaspettati e, in certi casi, anche un po’ polarizzanti. Più che parlare di una svolta già compiuta, conviene leggerla come una serie di segnali che arrivano da segmenti molto diversi tra loro.
Due uscite recenti aiutano a mettere a fuoco questa evoluzione. Da una parte PepsiCo, gruppo internazionale delle bevande e del largo consumo, ha lanciato in Germania una linea di mocktail energetici. Dall’altra Three Cents, brand greco di mixer premium con distribuzione nel Regno Unito, ha presentato una soda al gusto sottaceto. Scala, pubblico e funzione d’uso sono lontanissimi, ma in entrambi i casi il gusto non è un dettaglio: è il centro del progetto.
Mocktail ed energia: un lancio che parla al consumo sociale
PepsiCo ha lanciato in Germania i Rockstar Energy Mocktails, una gamma che unisce il linguaggio aromatico dei cocktail ai tratti funzionali di un energy drink. Le tre varianti sono Mojito, Piña Colada e Berry Spritz. La scelta del mercato tedesco non è casuale: una ricerca YouGov commissionata dal Verband der deutschen Fruchtsaft-Industrie ha rilevato che oltre il 70% dei 16-25enni in Germania ha già provato un mocktail. È un dato circoscritto, ma abbastanza eloquente da spiegare perché questo tipo di proposta trovi spazio proprio lì.
Il punto, però, non è solo la combinazione tra mocktail ed energia. Più interessante è il modo in cui il prodotto viene presentato: non come semplice variante senza alcol, ma come bevanda pensata per momenti sociali diversi, dal pre-serata ad altri contesti diurni. Anche il packaging si muove lontano dall’estetica classica degli energy drink, con un linguaggio visivo più vicino a quello lifestyle. In altre parole, il messaggio non è tanto “manca qualcosa”, quanto “questa lattina ha una sua presenza”.
Per il settore, è un passaggio da non sottovalutare. Non perché dica che il mercato stia cambiando in blocco, ma perché mostra come i grandi gruppi stiano iniziando a trattare il non-alcolico come uno spazio di progettazione vera, non come un ripiego da scaffale.
La strada opposta: sapori salati, adulti, molto specifici
Three Cents prende invece una direzione quasi opposta. Il suo Pickle Soda si inserisce in una tendenza verso profili gustativi più sapidi e umami, portando nel bicchiere note che richiamano salamoia, aceto, sale e sfumature vegetali come cetriolo e sedano. Non è una bevanda costruita per piacere a tutti, e non sembra volerlo essere.
La soda è pensata soprattutto per locali premium e bartender, cioè per un pubblico che cerca complessità e possibilità di utilizzo più ampie. Può accompagnare distillati come vodka, gin o whisky, ma può anche essere servita da sola a chi vuole una proposta senza alcol che non rinunci a una voce riconoscibile. Le idee di servizio suggerite dal brand vanno in questa direzione: un highball con vodka e una nota piccante, oppure una lettura senza alcol che richiama la logica del pickleback. Sono proposte che non puntano sulla facilità, ma sulla personalità.
È probabile che resterà una nicchia. Ma è una nicchia interessante, perché allarga il perimetro di ciò che un prodotto analcolico può fare: non solo sostituire, non solo alleggerire, ma offrire un’esperienza gustativa autonoma, da trattare con attenzione quasi pari a quella riservata a un cocktail ben costruito.
È qui che i due casi, pur così diversi, finiscono per parlarsi. In entrambi, il valore non nasce dall’assenza di alcol in sé, ma dalla capacità di costruire una proposta che abbia carattere. Non è ancora una trasformazione definita del mercato, e sarebbe eccessivo leggerla così. Ma è un segnale utile: nel non-alcolico, il gusto sta diventando sempre più spesso il vero argomento.
